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Fuga di capitali italiani in Svizzera

Fuga di capitaliFuga di capitali dall’Italia. Le banche ticinesi non hanno piu' di casseforti. È con questo titolo che la Tribune de Geneve parla della fuga di capitali dall’Italia verso la piazza finanziaria ticinese: un espatrio di fondi talmente importante che nel cantone svizzero non ci sarebbero abbastanza casseforti per depositarli.

Secondo Attilio Befera, direttore dell’Agenzia delle Entrate, l’autorità fiscale italiana, per ovviare al problema alcuni istituti di credito ticinesi avrebbero preso in affitto le cassette di sicurezza degli hotel.

"Il governo del premier italiano Mario Monti ha dichiarato guerra alla fuga di capitali dall’Italia ma pare che il rafforzamento delle misure di controllo abbia accentuato la tendenza a portare i fondi all’estero", scrive il quotidiano di Ginevra.

Pure negli anni ‘30 la Svizzera era sotto pressione per il segreto bancario

SvizzeraForse le nuove generazioni non lo ricordano, ma negli anni ‘30 la Svizzera si è trovata in una situazione analoga a quella attuale. All'epoca, proprio come oggi, il Governo elvetico era sotto pressione a causa dei beni non tassati depositati nei conti delle banche svizzere. Come si gestì allora la situazione? Nel 1935 fu elaborata la legge sul segreto bancario. Da lì in avanti la trasmissione d'informazioni bancarie era considerata punibile.

Per la serie la storia si ripete, la Confederazione si trova di nuovo a dover affrontare la questione, questa volta, però, anziché studiare un modo per tutelare il pilatro su cui si fonda l'intero sistema bancario rossocrociato, si è vista costretta a piegarsi e a collaborare con i Paesi esteri ammorbidendo quel segreto istituto nel lontano 1935.

Secondo l'Invictus Consulting Group ci sarà una ondata di fallimenti di banche Usa

Crisi UsaBanche europee sull'orlo del collasso e sempre più strette nella morsa del credit crunch? Le colleghe americane non è che se la passano poi tanto meglio. E' quanto risulta da un rapporto diffuso da Invictus Consulting Group.

Il messaggio di tale report non è sicuramente confortante, tutt'altro: "preparetevi a una gigantesca nuova ondata di fallimenti di banche americane", avverte.

Dopo aver esaminato tutte le banche garantite dall'autorità bancaria federale Usa FDIC, il gruppo Invictus è giunto a una conclusione: sono ben 758 gli istituti di credito che potrebbero subire un collasso nell'arco dei prossimi tre anni; e un disastro in Europa, ovviamente, renderebbe il quadro peggiore.

Il futuro dell'euro è in bilico

Crisi EurozonaIl futuro dell'euro si "deciderà nei prossimi sei mesi" ma se Berlino non cambierà la propria posizione "la moneta unica è finita". L'ennesima funesta profezia sull'euro arriva da uno dei consiglieri economici di Angela Merkel, Peter Bofinger, in una intervista al settimanale finanziario tedesco Wirtschaftswoche.

Per Bofinger le misure varate dalla Ue nell'ultimo vertice di Bruxelles per cercare di risolvere la crisi "entreranno in vigore fra uno o due anni": nel frattempo, la Banca Centrale Europea potrebbe allentare la tensione "fissando un tetto ai rendimenti dei titoli di Stato italiani e spagnoli", magari intorno al 4-5%, attraverso obbligazioni. Insomma, un "livello in grado di essere gestito da quegli Stati".

L'Europa si spezza in due

EuropaL'Europa si spacca. Riesce a mettere in piedi una 'Unione di bilancio', fatta di rigore e stretta, per recuperare la credibilità dell'euro e garantire la tenuta della moneta unica. Ma lo fa solo a '23' e sotto forma di accordo intergovernativo. Una sorta di cooperazione rafforzata cioè che riesce a mettere insieme i 17 paesi di eurolandia, più altri sei, ma non la Gran Bretagna che (con l'Ungheria) si sfila e sancisce di fatto la temuta frattura. Un intesa al ribasso - che tra poche ore sarà subito all'esame dei mercati - per colpa di Londra, rimarca il presidente francese Nicolas Sarkozy lasciano la sede del vertice europeo all'alba, dopo una maratona negoziale durata tutta la notte.

Ma su cui si punta per recuperare "credibilità", spiegano i vertici Ue; mentre Angela Merkel parla di un "buon risultato per l'euro". Angela Merkel è "molto soddisfatta": "Il mondo si renderà conto che la Ue ha imparato dai suoi errori", ha detto entrando al Consiglio per il secondo giorno di vertice. Il presidente del consiglio europeo, Herman van Rompuy, non nasconde che sarebbe stato meglio fosse nata all'insegna della "unanimità".

L'Ocse prevede recessione per l'Italia nel 2012

RecessioneL'Ocse prevede un'Italia in recessione l'anno prossimo, con un Pil in calo delo 0,5% e chiede al nuovo governo Monti di “applicare pienamente” le misure di emergenza varate dal precedente esecutivo per portare il bilancio in pareggio nel 2013, oltre ad avviare subito, in contemporanea, “importanti riforme strutturali per favorire la crescita”.

“La stretta di bilancio - si legge nell'Economic Outlook dell'Ocse - combinata con un rallentamento della domanda globale e con una debole competitività, peserà sulla crescita a breve termine, ma è necessaria per assicurare progressi alla sostenibilita' di bilancio”.

L'Ocse rivede al ribasso le sue stime sulla crescita del Pil italiano, che nel 2011 si attesterà a +0,7%, contro il +1,1% stimato a primavera e nel 2012 subirà una contrazione di mezzo punto percentuale, contro un iniziale +1,6%.

I 22 alleati di Draghi che operano nell'ombra

Mario DraghiDopo l'esordio con il botto di ieri, il neodirettore della Banca Centrale Europea Mario Draghi è stato accolto come una star al G20 di Cannes. La sfida lanciata all'ortodossia tedesca ha convinto persino la stessa Germania.

Il giorno successivo alla decisione di ridurre i tassi di interesse di 25 punti base all'1,25%, anche la stampa conservatrice tedesca ha tessuto le lodi al nuovo corso inaugurato da Draghi. È piaciuto il fatto che sia stata data priorità alla preoccupazione circa la crescita, mettendo per una volta da parte il rischio di un aumento dell'inflazione. Rotto anche il tabù recessione, parola pronunciata per la prima volta da un banchiere centrale.

Ma Draghi non agisce solo e la decisione shock è stata presa all'unanimità dal consiglio generale della Bce. Il board è composto da 23 membri, sei facenti parte del comitato esecutivo, mentre gli altri costituiscono i banchieri centrali rappresentanti di tutti e 17 gli stati dell'area euro, ovvero Belgio, Germania, Estonia, Irlanda, Spagna, Grecia, Francia, Italia, Cipro, Lussemburgo, Malta, Olanda, Austria, Portogallo, Slovenia, Slovacchia e Finlandia.

Il Ticino è diventato la meta preferita delle imprese italiane

SvizzeraGrazie a un piano lungimirante di promozione economica il cantone svizzero di lingua italiana riesce ad attrarre sempre più aziende

Dalla fuga dei cervelli alla fuga delle imprese. Destinazione: Svizzera italiana. Dal 1997 a oggi, il Canton Ticino ha "sedotto" le aziende del Belpaese con una serie di vantaggi economici, industriali e sociali e il corteggiamento ha avuto successo: negli ultimi anni, sono stati almeno 150 gli imprenditori di casa nostra che hanno scelto di trasferire sede e stabilimenti delle proprie ditte nel cantone svizzero di lingua italiana.

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