Dopo l'esordio con il botto di ieri, il neodirettore della Banca Centrale Europea Mario Draghi è stato accolto come una star al G20 di Cannes. La sfida lanciata all'ortodossia tedesca ha convinto persino la stessa Germania.
Il giorno successivo alla decisione di ridurre i tassi di interesse di 25 punti base all'1,25%, anche la stampa conservatrice tedesca ha tessuto le lodi al nuovo corso inaugurato da Draghi. È piaciuto il fatto che sia stata data priorità alla preoccupazione circa la crescita, mettendo per una volta da parte il rischio di un aumento dell'inflazione. Rotto anche il tabù recessione, parola pronunciata per la prima volta da un banchiere centrale.
Ma Draghi non agisce solo e la decisione shock è stata presa all'unanimità dal consiglio generale della Bce. Il board è composto da 23 membri, sei facenti parte del comitato esecutivo, mentre gli altri costituiscono i banchieri centrali rappresentanti di tutti e 17 gli stati dell'area euro, ovvero Belgio, Germania, Estonia, Irlanda, Spagna, Grecia, Francia, Italia, Cipro, Lussemburgo, Malta, Olanda, Austria, Portogallo, Slovenia, Slovacchia e Finlandia.